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  ____Le vostre domande___________  
  Avete delle domande da porre o della curiosità da soddisfare relativamente ai progressi nel settore delle bioscienze?
Inviatele a Science Generation.
Esperti e personalità del mondo scientifico e tecnologico legato alle bioscienze cercheranno di dare risposte chiare ai quesiti, al fine di garantire la migliore informazione.
 
     
     
  Cosa sono esattamente le biotecnologie?  
  Risponde l'Associazione nazionale italiana biotecnologi  
  Secondo una definizione ampiamente accettata, vengono definite biotecnologie quelle tecniche che utilizzano organismi viventi, o parti di essi, per ottenere prodotti o servizi. Questa definizione molto ampia raggruppa sia le biotecnologie "classiche", che consentono di ottenere vino, birra e distillati, pane, formaggio (cioè prodotti che derivano da microrganismi fermentatori); sia quelle "avanzate", che applicano le scoperte dell'ingegneria genetica e della biologia molecolare alla selezione di nuovi organismi e alla creazione di nuovi prodotti.  
     
  Potete darmi una spiegazione semplice su cosa sono gli OGM e come possone essere sfruttati in agricoltura? Sono attualmente utilizzati in Italia?  
  Risponde l'Associazione nazionale italiana biotecnologi  
  Con il termine Organismo Geneticamente Modificato - anche se da un punto di vista biologico tutti gli organismi a riproduzione sessuata sono geneticamente modificati (nessun individuo è uguale ai propri genitori) - vengono intesi quegli essere viventi il cui DNA è stato modificato attraverso tecniche di "ingegneria genetica". Queste tecniche permettono di isolare, modificare e trasferire da un organismo ad un altro sequenze di DNA. E' quindi possibile parlare di OGM anche nel caso in cui si "trasferisca" un gene da una varietà di mais ad un'altra, purchè questo sia fatto utilizzando le tecniche di ingegneria genetica. La definizione adottata dalla Direttiva europea 2001/18/CE, che regola il rilascio ambientale degli OGM, è la seguente "(...) un organismo, diverso da un essere umano, il cui materiale genetico è stato modificato in modo diverso da quanto avviene in natura con l'accoppiamento e/o la ricombinazione genica naturale". Tale modifica viene definita anche con il termine di "trasformazione" o "transgenesi" e l'organismo da esso derivato viene detto "trasformato" o "transgenico".

Gli OGM oggi coltivati (principalmente soia, mais, cotone, colza) sono stati sviluppati a due scopi:
1. Il primo è rendere alcune piante resistenti a malattie o insetti. In particolare, è stata ottenuta la resistenza ad alcuni insetti utilizzando un gene che codifica per una proteina insetticida già largamente utilizzata in agricoltura biologica (tecnologia Bt). Questo consente una riduzione dell'uso di insetticidi con benefici ambientali e di sicurezza (meno casi di avvelenamento), pur non avendo perdite di raccolto.
2. La seconda caratteristica è la tolleranza ad un erbicida (tecnologia HT). Le colture GM-HT possono essere trattate con l'erbicida dopo l'affioramento delle piante dal terreno (post-emergenza), consentendo un minor numero di trattamenti e di lavorazioni. Questo riduce sensibilmente l'erosione del suolo e l'uso di macchine e carburanti. La tecnologia HT usa inoltre erbicidi (e.g. glifosato) a bassissima tossicità per l'uomo e per l'ambiente.

Colture OGM di nuova generazione puntano invece a migliorare aspetti nutritivi come la composizione proteica, il contenuto di pro-vitamina A o l'accumulo di ferro. Un esempio è il "golden rice", una varietà di riso che accumula nei chicchi ß-carotene (il composto che dà il caratteristico colore alle carote) e che potrebbe aiutare a lenire i problemi di carenza di vitamina A nei paesi in via di sviluppo.

Sono stati sviluppati inoltre OGM che rispondono ad alcune esigenze particolari della nostra agricoltura e che potrebbero, ad esempio, aiutare la salvaguardia dei prodotti tipici. Un caso largamente citato riguarda il pomodoro S. Marzano OGM, reso resistente ad una virosi che negli ultimi anni ha messo a repentaglio la sua stessa esistenza. Il S. Marzano OGM è in tutto uguale a quello originario, se non per la presenza nel suo genoma del gene che conferisce la resistenza al virus e di un gene "marcatore" che permette di individuare con facilità la pianta trasformata nelle prime fasi di studio e che resta poi integrato nel suo genoma assieme al transgene.

In Italia non sono coltivati OGM, inoltre dal 2002 anche la sperimentazione risulta in gran parte bloccata.

Per altre informazioni consultare il sito del Ministero della salute.