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INDICE
ARTICOLI 22/03/2004 - Fonte: Cordis Focus 13/03/2004 - Fonte: Il Sole 24 Ore 8/03/2004 - Fonte: Cordis Focus 26/01/2004 - Fonte: Cordis Focus 13/01/2004 - Fonte: Il Sole 24 Ore 15/12/2003 - Fonte: Cordis Focus 15/12/2003 - Fonte: New Scientist 9/12/2003 - Fonte: Il Sole 24 Ore 3/11/2003 - Fonte: Cordis Focus 22/03/2004 - Fonte: Cordis Focus Un team di scienziati britannici ha affermato che il granoturco geneticamente modificato (GM) minaccia la fauna selvatica meno di quello tradizionale. Gli scienziati, che hanno esaminato gli effetti del bando europeo dell'atrazina, un diserbante tossico, hanno costatato che coltivare granoturco geneticamente modificato non influisce negativamente sulla biodiveristà. Lo studio ha constatato che la fauna selvatica presente nei campi di granoturco GM era 2-3 volte superiore a quella presente nei campi di granoturco tradizionale trattati con atrazina. 13/03/2004 - Fonte: Il Sole 24 Ore Prima di una sentenza definitiva sulla legittimità del decreto Amato, che vieta l'utilizzo e la commercializzazione di quattro mais Ogm, il Tar del Lazio ha imposto all'Istituto superiore di Sanità "di verificare l'esistenza di un rischio di effetti pericolosi per la salute umana, connessi all'immissione nel mercato di nuovi prodotti alimentari contenenti proteine transgeniche". Si tratta delle farine derivate dai quattro mais Ogm, autorizzate dalla Ue con procedura semplificata. Il Tar ha fissato al prossimo 23 giugno la trattazione del ricorso presentato dalla Monsanto Agricoltura contro il decreto Amato (Dcpm 4/8/2000). 8/03/2004 - Fonte: Cordis Focus L'11 febbraio il governo tedesco ha approvato la normativa che traspone nella legislazione nazionale la legislazione dell'Unione europea sulla coltivazione e l'esportazione degli Ogm (organismi geneticamente modificati). Sulla sua scia, il governo britannico sembra intenzionato ad autorizzare la coltivazione degli Ogm, nonostante i timori dell'opinione pubblica. In Germania, uno dei Paesi più scettici sulla nuova tecnologia, il passo è stato fortemente criticato dall'industria biotecnologica e dai gruppi ambientalisti. Agrar, l'associazione tedesca dell'industria dei pesticidi e della cura delle colture, sostiene che la legge impedirà l'uso corretto delle cosiddette "tecnologie genetiche verdi" piuttosto che facilitarlo come si propone. Friends of the Earth Germany e Bund hanno dal canto loro criticato il governo per non aver sufficientemente protetto le culture organiche.
Il parere dell'ACRE, redatto sulla base dei risultati delle sperimentazioni sul campo pubblicati a ottobre 2003, è stato presentato al Ministro britannico dell'Ambiente Margaret Beckett il 13 gennaio 2004. Tale organismo scientifico è giunto alla conclusione che, se la barbabietola e la colza geneticamente modificate e tolleranti agli erbicidi fossero coltivate a scopo commerciale in base alla stessa metodologia utilizzata durante le sperimentazioni, "ciò produrrebbe effetti negativi sulle popolazioni di erbe infestanti nei terreni agricoli". Per ulteriori informazioni: http://www.defra.gov.uk/, http://www.observanet.it 13/01/2004 - Fonte: Il Sole 24 Ore Socialdemocratici e verdi, i due partiti della coalizione di governo in Germania, hanno raggiunto l'accordo per una legge sulla coltura e la commercializzazione degli organismi geneticamente modificati (Ogm). Il ministro dell'Agricoltura e della tutela dei consumatori Renate Künast ha parlato di un "grande successo", che garantirà ai consumatori la "libertà di scegliere" e agli agricoltori la sicurezza sufficiente per produrre senza Ogm. La legge, che recepirà le ultime direttive Ue in materia, preciserà le condizioni della coesistenza tra le colture Ogm e le piante tradizionali, come pure le modalità dei ricorsi giudiziari in casi di abusi. 15/12/2003 - Fonte: Cordis Focus La commissione per l'agricoltura del Parlamento europeo ha adottato una relazione d'iniziativa, dove si chiede alla Commissione di ritenere i prodotti di colture geneticamente modificate (Gm) responsabili della contaminazione di prodotti biologici e convenzionali. La relazione chiede con urgenza l'elaborazione di "una proposta relativa alla responsabilità civile e all'obbligo di una copertura assicurativa a livello comunitario contro eventuali danni finanziari in relazione alla coesistenza" e insiste sul fatto che le disposizioni vengano rese "applicabili e riconosciute dal punto di vista giuridico". L'ultima importante disposizione enunciata dalla relazione stabilisce che gli Stati membri dovranno essere liberi di decidere se dichiarare o meno talune aree geografiche esenti da coltivazioni Gm, una possibilità fino ad oggi respinta dalla Commissione. Per leggere il progetto di relazione d'iniziativa, consultare il sito: http://www.europarl.eu.int/meetdocs/committees/agri/2003l202/492l8len.pdf 15/12/2003 - Fonte: New Scientist La barbabietola transgenica sarebbe dal 15 al 50% più ecologica di quella convenzionale, a seconda del tipo di impatto esaminato. Tali cifre sono il risultato dell'analisi di diversi indicatori, fra cui il contributo al riscaldamento del globo, i livelli cancerogenicità e la tossicità per la vita acquatica. La barbabietola Gm resistente agli erbicidi richiede l'impiego, da parte degli agricoltori, di una quantità molto inferiore di diserbanti e pesticidi. Ciò, a sua volta, consente di ridurre il carburante utilizzato per i trattori, alleggerendo così l'impatto delle attività umane sul riscaldamento del globo. I risultati di questo studio contraddicono le "valutazioni della sperimentazione in campo aperto", pubblicate nell'ottobre 2003 che hanno avuto larga eco nel Regno Unito. In quell'occasione, gli scienziati hanno valutato gli effetti delle colture geneticamente modificate sulla flora e la fauna dei terreni agricoli e sono giunti alla conclusione che, nel caso della barbabietola da zucchero, l'introduzione delle colture Gm comporta effetti negativi per ciò che concerne la presenza di api e farfalle.
Non avendo ottenuto la necessaria maggioranza qualificata, la decisione di aprire le frontiere al Bt11 passa ora ai ministri Ue, che affronteranno lo scottante tema (sono 30 i "nuovi" Ogm che bussano alla porta) a partire da gennaio, sotto la presidenza irlandese. Il Consiglio avrà tempo tre mesi per discutere e, in caso di mancato accordo, il dossier finirà sul tavolo della Commissione. L'Italia ha deciso di astenersi in quanto aveva chiesto a novembre un rinvio del voto per approfondire l'analisi su alcuni aspetti della decisione, richiesta non accolta. Soddisfazione è stata espressa da Enzo Ghigo, presidente della Conferenza delle Regioni che ha parlato di "un passo importante per la salvaguardia dei prodotto tradizionali e biologici". 3/11/2003 - Fonte: Cordis Focus La sperimentazione in campo aperto condotta dal Regno Unito sulle colture geneticamente modificate, a tutt'oggi la più vasta nel suo genere, non ha permesso di determinare se tale tecnologia sia vantaggiosa o dannosa per l'ambiente. Secondo i risultati dello studio, pubblicati il 16 ottobre, la barbabietola e la colza convenzionali sono migliori per la vita animale e vegetale rispetto ai loro equivalenti transgenici tolleranti agli erbicidi, mentre il mais geneticamente modificato sembra essere meno dannoso di quello tradizionale per molte specie animali e vegetali. Per altre informazioni a questo riguardo, visitare il sito: http://www.pubs.royalsoc.ac.uk/phil_bio/news/fse_toc.html I membri della Commissione per l'ambiente del Pe hanno votato a favore di misure più severe in materia di contaminazione accidentale e d'etichettatura degli organismi geneticamente modificati (Ogm). Il 22 maggio gli eurodeputati hanno adottato con 31 voti favorevoli e 21 contrari, un emendamento volto a ridurre dallo 0,9% allo 0,5% il livello accettabile di materiale geneticamente modificato nei prodotti "privi di Ogm", dovuto alla contaminazione avventizia o tecnicamente inevitabile. La Commissione ha votato anche una relazione sulla tracciabilità e l'etichettatura degli Ogm. Ma si registrano ancora ritardi sul fronte dell'attuazione politica. Busquin ha spiegato che le istituzioni europee non intendono imporre una politica europea agli Stati membri: "Onestamente, ritengo che le precauzioni adottate dai singoli Paesi abbiano rallentato il nostro lavoro e siano state motivo di frustrazione per i ricercatori delle università e delle aziende". Una di tale precauzioni è costituita dalla moratoria de facto sui prodotti geneticamente modificati, in vigore dal 1999 in Europa, la quale ha dato origine a una crescente opposizione dell'opinione pubblica nei confronti degli Ogm. I ministri europei della Sanità hanno raggiunto un accordo politico nell'incontro del 2 giugno sulla proposta di direttiva che definisce parametri di qualità e sicurezza per la donazione, l'approvvigionamento, l'analisi, lo stoccaggio e la distribuzione di tessuti e cellule di origine umana. I ministri hanno respinto gli emendamenti alla proposta di direttiva avanzata in aprile dagli eurodeputati, nei quali si chiedeva di vietare la ricerca sulla clonazione umana a scopo riproduttivo e le attività di ricerca volte a creare embrioni umani esclusivamente a fini scientifici o per la fornitura di cellule staminali. Per consultare la proposta di direttiva, visitare il sito: hptt://europa.eu.int/eur-lex/it/com/pdf/2002 Gli europarlamentari favorevoli alla messa al bando della ricerca sulle cellule staminali embrionali dovrebbero confrontarsi con medici e scienziati e ponderare attentamente le conseguenze di un divieto, ha affermato Arne Sunde, neopresidente della Società europea di riproduzione umana ed embriologia (Eshre). Il dibattito sull'impiego di cellule staminali embrionali a scopo di ricerca ha subito recentemente diverse traversie. In aprile, gli eurodeputati hanno apportato alcuni emendamenti a una proposta sulla definizione di norme di qualità e sicurezza per la donazione, l'approvvigionamento, l'analisi, la lavorazione, lo stoccaggio e la distribuzione di tessuti e cellule d'origine umana, al fine di vietare la ricerca volta a creare embrioni umani esclusivamente a scopo di sperimentazione e la fornitura di cellule staminali. A giugno, i ministri della salute dell'Ue hanno respinto tali emendamenti, dichiarando che le disposizioni adottate a livello comunitario non impedirebbero agli Stati membri di mantenere o rendere più severe le proprie misure di protezione. Secondo il prof. Sunde, gli esperti temono che gli eurodeputati cercheranno d'apportare ulteriori emendamenti alla proposta di direttiva durante la seconda lettura che si terrà entro breve al Parlamento. Il prof. Sunde ha osservato che tali emendamenti pregiudicherebbero gravemente la capacità di progredire nella comprensione della fertilità umana e di sviluppare nuovi trattamenti per gravi malattie come il morbo di Parkinson e di Alzheimer. I due progetti di risoluzione legislativa, l'uno relativo agli alimenti e i mangimi geneticamente modificati e l'altro riguardante la tracciabilità e l'etichettatura degli Ogm, sono stati approvati dagli eurodeputati in seconda lettura durante la sessione plenaria del 2 luglio a Strasburgo. L'obiettivo delle proposte è definire delle linee guida chiare per la regolamentazione delle procedure di autorizzazione e i requisiti in materia di etichettatura e tracciabilità lungo l'intero ciclo di produzione di tutti i prodotti contenenti Ogm. La Commissione europea ha varato una griglia di condizioni per regolamentare il finanziamento della ricerca comunitaria sulle cellule staminali: . vietare la clonazione umana; . possibilità di utilizzare esclusivamente embrioni sovrannumerari creati prima del 27 giugno 2002, data dell'adozione del VI Programma quadro di ricerca; . ogni progetto di ricerca finanziabile sia sottoposto all'esame di comitati etici, anche in quei paesi in cui ciò non è obbligatorio; . gli embrioni sovrannumerari devono essere utilizzato solo con il consenso dei donatori, che non possono ricavarne vantaggi economici. Si intende inoltre creare un registro europeo delle staminali per ottimizzarne l'utilizzo, limitando in futuro la necessità di ottenerne da embrioni sovrannumerari. L'Esecutivo Ue ha citato l'Italia in Corte di Giustizia per il mancato recepimento della direttiva 98/44 sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche. Altri 7 stati non hanno rispettato il termine per il recepimento (30 luglio 2000): Germania, Austria, Belgio, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Svezia. Secondo una nota della Commissione Ue questo ha creato barriere commerciali e ostacolato il mercato interno. I membri della commissione per gli Affari economici del Senato francese hanno adottato all'unanimità una relazione, che illustra nel dettaglio i provvedimenti necessari per la definizione di un quadro normativo e di ricerca fattibile per lo sviluppo degli organismi geneticamente modificati (Ogm). La relazione fa notare che nel corso degli ultimi anni la ricerca biotecnologica si è ridotta notevolmente in Francia, nonostante il paese disponga di una considerevole base scientifica in questo settore. Per invertire tale tendenza, occorre garantire un maggior riconoscimento e una migliore protezione alla ricerca in materia di Ogm condotta in base al principio di precauzione. |
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