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ARTICOLI 05/04/2004 - Fonte: Cordis Focus In occasione di una conferenza sulla genetica svoltasi a Bruxelles il 24 e 25 marzo, è stato chiesto di evitare il rischio di commercializzazione dei test genetici con una severa e adeguata legislazione a livello nazionale ed europeo. I test genetici costituiscono un progresso solo se si riesce a evitare di ridurre la vita umana e i rapporti sociali alla loro dimensione genetica, specie attraverso qualsiasi forma di discriminazione sociale. I fatti hanno dimostrato che i test genetici hanno già fatto la loro apparizione nel luogo di lavoro, sia in Europa che negli USA, per selezionare i possibili impiegati. Esiste la possibilità che i test siano introdotti nei settori dell'assicurazione vita e dei prestiti bancari, con conseguenza potenzialmente discriminatorie. 22/03/2004 - Fonte: Cordis Focus Dopo un dibattito durato 18 mesi, il Consiglio dei ministri ha adottato la direttiva sulle norme comuni per l'uso in medicina di cellule e tessuti umani, lasciando ai governi nazionali gli aspetti etici. Le norme riguardano la donazione di ovuli, sperma e altri tessuti, ma non si applicano al sangue o agli organi. Per quanto riguarda il sangue esiste una diversa legislazione Ue in proposito, mentre gli organi sono responsabilità degli Stati membri. Le norme che disciplinano l'uso di cellule staminali prelevate da embrioni umani continueranno a restare sotto il controllo dei singoli governi. Paesi come l'Italia, la Spagna e l'Irlanda sono contrari alla tecnologia delle cellule staminali poiché questa ricorre spesso all'uso di embrioni abortiti.Questi stessi Paesi hanno chiesto che nel quadro della nuova legislazione i donatori non ricevano alcun compenso per cellule e tessuti, ma solo il rimborso delle spese e dei mancati guadagni. Gli Stati membri dispongono di due anni per recepire la direttiva.
La direttiva, adottata nel 2001, che dovrebbe entrare in vigore a maggio 2004 , prevede che gli sponsor delle sperimentazioni cliniche debbano assumersi la piena responsabilità giuridica e finanziaria per qualsiasi aspetto della ricerca correlata con tali sperimentazioni. Secondo i sostenitori della campagna, ciò significa che gli sponsor accademici e non il servizio sanitario nazionale dovranno farsi carico delle spese di tutti i farmaci somministrati a un paziente, persino nei casi in cui uno solo dei componenti del trattamento è sperimentale. Per ulteriori informazioni, consultare l'indirizzo web: http://www.saveeuropeanresearch.org/index_italian.cfm In occasione di una riunione straordinaria, tenutasi il 3 dicembre il Consiglio "Competitività" non è riuscito a trovare un accordo politico sul finanziamento comunitario della ricerca sulle cellule staminali prelevate da embrioni umani. Allo stato attuale, quindi, è molto improbabile che i ministri dell'Ue raggiungano una decisione entro la scadenza fissata per il 31 dicembre. Se tale previsione sarà confermata, la Commissione ha annunciato l'intenzione di ricorrere a un invito a presentare proposte per questo tipo di ricerca, le quali verranno valutate su base individuale. Letizia Moratti ha affermato: "Spetta ora alla Commissione europea, da sola o insieme alla prossima Presidenza dell'Ue, assumere una decisione sulla ricerca che utilizza cellule staminali prelevate da embrioni umani". L'ipotesi più verosimile, attualmente, appare quella di una valutazione, da parte della Commissione, delle proposte per diversi tipi di ricerca che utilizzano cellule staminali embrionali. I progetti selezionati verranno quindi sottoposti a un esame individuale, da parte di comitati di regolamentazione, all'interno dei quali gli Stati membri sono rappresentati. Per consultare le conclusioni provvisorie del Consiglio: http://ue.eu.int/newsroom/NewMain.asp?LANG=1 1/12/2003 - Fonte: Cordis Focus Il dibattito interistituzionale sulla possibilità che l'Ue finanzi la ricerca sulle cellule staminali embrionali e, all'occorrenza, a quali condizioni, non sembra essere destinato a concludersi rapidamente. L'11 novembre si è svolta a Bruxelles una tavola rotonda sull'argomento, alla quale, oltre ai responsabili politici dell'Ue, hanno partecipato eminenti ricercatori nel settore delle cellule staminali che hanno presentato le prospettive scientifiche più recenti. La maggioranza degli stati membri si è opposta alle proposte della Commissione relative al finanziamento comunitario della ricerca sulle cellule staminali, ma non tutti per le stesse ragioni. Il responsabile della Direzione "Salute" presso la DG Ricerca Octavi Quintana Trias è fra quanti ritengono che la proposta della Commissione rappresenti un giusto punto di equilibrio.
1/12/2003 - Fonte: Cordis Focus La biotecnologie consentono la messa a punto di nuovi prodotti e processi altamente competitivi in numerosi comparti industriali ed agricoli, nonché nel settore sanitario e in quello della salvaguardia dell'ambiente. In questo dossier sono analizzati, in una sorta di cammino storico dalle vecchie biotecnologie sino a quelle moderne, le lacune e gli ostacoli dell'impianto normativo brevettuale esistente e ritenuto inadeguato a proteggere queste nuove tecnologie. L'analisi delle problematiche parte dai microrganismi, e passa ad analizzare la brevettualità delle forme di vita superiori, cioè animali e piante, fino all'essere umano. Viene compiuto un esame della situazione europea e di riflesso di quella italiana, per confrontarla poi, in maniera sistematica con quella americana e, per completezza, attraverso brevi cenni, con quella giapponese. Infine, è stata inserita la "pratica" della brevettazione della materia vivente in un contesto etico per valutarne l'impatto con le reazioni sociali che si esprimono attraverso la bioetica. Il dossier su "La Brevettabilità delle Biotecnologie" disponibile anche in lingua inglese, si può richiedere a: Apre - Agenzia per la promozione della ricerca europea P.zza Guglielmo Marconi, 25 00144 Roma Tel. 06 5911817 - Fax 06 5911908 segreteria@apre.it - www.apre.it
Per ulteriori informazioni sulla Ces, visitare: http://www.etuc.org Per leggere il parere del Gruppo europeo di etica, consultare: http://dbs.cordis.lu/cordis-cgi/srchidadb?ACTION 17/11/2003 - Fonte: Cordis Focus Nell'intento di fornire informazioni essenziali a sostegno del dibattito europeo in corso sull'utilizzo di cellule staminali di embrioni umani nella ricerca, la Commissione ha pubblicato un sondaggio sull'approccio degli Stati membri a tale questione. I pareri sulla legittimità degli esperimenti che prevedono l'utilizzo di embrioni umani si suddividono in base alle diverse tradizioni etiche, filosofiche e religiose dalle quali hanno origine. I sistemi normativi, quindi, variano sensibilmente da Paese a Paese. L'approvvigionamento di cellule staminali derivanti da embrioni soprannumerari è consentito dalla legge in Belgio, Danimarca, Finlandia, Grecia, Paesi Bassi, Svezia e Regno Unito, mentre tale prassi è proibita in Austria, Germania, Francia, Irlanda e, per quasi la totalità dei casi, in Spagna. Lussemburgo, Italia e Portogallo non dispongono attualmente di una specifica legislazione in materia. Una serie di Stati membri sta rivedendo al momento il proprio quadro legislativo. In Italia, a esempio, una proposta di legge che è già stata approvata dalla Camera dei Deputati e giace attualmente in Senato si propone di vietare qualsiasi esperimento sugli embrioni umani, la produzione di embrioni a scopo di ricerca, nonché qualunque forma di distruzione degli embrioni umani. La Spagna, d'altro canto, potrebbe vedere mitigata, a breve, la legislazione in materia di ricerca sugli embrioni umani, grazie a una proposta di governo presentata in Parlamento che consentirà l'utilizzo di embrioni congelati in eccedenza nella ricerca, a condizione che non possano più essere utilizzati per finalità ripr oduttive e che vi sia il consenso del donatore. Il testo delle relazioni è sul sito: http://europa.eu.int/comm/research/biosociety/bioetichs/documents_en.htm 17/11/2003 - Fonte: Cordis Focus Secondo un sondaggio condotto su oltre 15.000 cittadini di 30 Stati membri, attuali e futuri, dell'Unione, più della metà degli europei è favorevole all'utilizzo della clonazione umana terapeutica per combattere le malattie. L'indagine, realizzata dall'Eos Gallup Europe, ha evidenziato altresì una forte opposizione nei confronti della clonazione umana a scopo riproduttivo: secondo il 93% degli intervistati, infatti, tale pratica non dovrebbe essere autorizzata. L'Italia si è rivelata la nazione più favorevole alla clonazione terapeutica, con il 65% dei consensi. Per quanto concerne le categorie demografiche, la lettura dei dati mostra che i più favorevoli alla clonazione a fini medici sono i giovani fra i 15 e i 24 anni, gli uomini e i liberi professionisti nella fascia di reddito medio - alta. Uno dei massimi esperti internazionali in materia di clonazione, il creatore della pecora Dolly Ian Wilmut, ha chiesto ai media di non insistere più sulla questione della clonazione umana a scopo riproduttivo, poiché allo stato attuale si ritiene che questa tecnica non sia attuabile con successo. Per ulteriori informazioni visitare il sito: http://www.eosgallupeurope.com/
Per ulteriori informazioni, consultare il sito: http://www.clonelaw.org/ 17/11/2003 - Fonte: Cordis Focus I membri della Commissione per l'ambiente del Pe hanno votato a favore di misure più severe in materia di contaminazione accidentale e d'etichettatura degli organismi geneticamente modificati (Ogm). Il 22 maggio gli eurodeputati hanno adottato con 31 voti favorevoli e 21 contrari, un emendamento volto a ridurre dallo 0,9% allo 0,5% il livello accettabile di materiale geneticamente modificato nei prodotti "privi di Ogm", dovuto alla contaminazione avventizia o tecnicamente inevitabile. La Commissione ha votato anche una relazione sulla tracciabilità e l'etichettatura degli Ogm. 3/11/2003 - Fonte: Cordis Focus In occasione della conferenza generale tenutasi a Parigi il 16 ottobre, l'Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Istruzione, la Scienza e la Cultura) ha adottato una dichiarazione internazionale sui dati genetici umani. Nel definire i principi etici che dovrebbero disciplinare la raccolta, il trattamento, l'archiviazione e l'utilizzo dei dati genetici umani, la dichiarazione enuncia espressamente il proprio obiettivo, ovvero garantire il rispetto della dignità dell'uomo e la tutela dei diritti umani. Il documento, afferma l'Unesco, attribuisce altresì debita importanza al rispetto della libertà di pensiero e di espressione, compresa la libertà di ricerca. 3/11/2003 - Fonte: Cordis Focus A seguito di una valutazione scientifica del rischio, il 14 ottobre l'Europarlamento e il Consiglio europeo hanno adottato una direttiva che vieta l'utilizzo degli ormoni promotori della crescita. La nuova legislazione è conforme alla decisione emessa dall'organo d'appello dell'Organizzazione mondiale del commercio (Omc), il quale ha condannato la precedente direttiva comunitaria che vietava l'utilizzo di alcuni ormoni della crescita. L'Omc ha ritenuto che il materiale scientifico utilizzato dall'Ue per giustificare l'introduzione del divieto non rappresentasse una sufficiente valutazione dei rischi associati al consumo di carne e, pertanto, ha suggerito di procedere a una nuova valutazione. Il divieto, applicabile alla carne contenente ormoni importata sia dai Paesi terzi che dagli Stati membri dell'Ue, ha provocato uno scontro fra le principali potenze commerciali del mondo, culminato nell'imposizione di sanzioni contro i prodotti europei da parte di Canada e Stati Unti.
Per ulteriori informazioni sull'Istituto europeo di bioetica, rivolgersi a: Carine Brochier Rue de Trêves/Trierstraat 49, bte/bus 8 B-1040 Bruxelles Tel. +32-2-2806340 Fax. +32-2-2806338 E-mail: ieb@medineurope.com 610/2003 - Fonte: Cordis Focus Le accademie scientifiche di tutto il mondo hanno pubblicato una dichiarazione congiunta nella quale chiedono alle Nazioni Unite (Onu) di introdurre una messa al bando globale della clonazione riproduttiva umana, sostenendo nel contempo la necessità di escludere da qualsiasi accordo la clonazione embrionale a fini terapeutici e di ricerca. La dichiarazione è stata pubblicata dallo Iap (InterAcademy Panel on Iternational Issues), con il sostegno di oltre 60 importanti organizzazioni scientifiche. Lo Iap ha presentato la dichiarazione alla commissione sulla clonazione delle Nazioni Unite, che si è riunita a New York alla fine di settembre per valutare la questione del divieto su scala mondiale. Chiedendo l'esclusione della clonazione a fini terapeutici, lo Iap auspica di promuovere il consenso su una questione che rischia di dividere la commissione sulla clonazione delle Nazioni Unite: la portata del divieto proposto. La dichiarazione sostiene che " la clonazione a scopo di ricerca e di terapia [...] offre considerevoli prospettive dal punto di vista scientifico e dovrebbe essere tenuta fuori dal bando alla clonazione umana". Il documento conclude aggiungendo : "Entrambe le procedure andrebbero comunque riesaminate periodicamente alla luce di quelli che possono essere gli sviluppi scientifici e sociali" La dichiarazione dello Iap è sul sito http://www4.nationalacademies.org/IAP/iaphome.nsf/ (Weblinks) 15/9/2003 - Fonte: Cordis Focus La corte di giustizia europea dà ragione all'Italia nel contenzioso sui prodotti alimentari: la semplice presenza di residui di proteine transgeniche in nuovi prodotti alimentari non può impedire la loro immissione in commercio, ma se uno Stato membro ha motivi fondati per sospettare l'esistenza di un simile rischio, può limitare provvisoriamente o sospendere la commercializzazione e l'utilizzo nel suo territorio. Questa la sentenza della Corte di giustizia Ue del Lussemburgo nella causa che opponeva la Monsanto ed altre imprese attive nel settore della biotecnologia all'Italia per aver vietato l'immissione sul mercato di alcuni prodotti alimentari con granturco geneticamente modificato. La Commissione ha votato anche una relazione sulla tracciabilità e l'etichettatura degli Ogm. Secondo quanto affermato dal commissario europeo per la ricerca Philippe Busquin, l'Europa dispone già di una politica chiara e affidabile in materia d'organismi geneticamente modificati (Ogm), ma l'opposizione degli Stati membri e altri fattori esterni ne ostacolano ancora l'attuazione. Negli ultimi 20 anni, la Comunità europea ha compiuto notevoli progressi nel settore delle scienze della vita e delle biotecnologie. Fra i recenti successi figura la strategia adottata dall'Ue in tale settore nel 2002, l'inclusione della ricerca sulla sicurezza degli Ogm nei programmi quadro di ricerca che si sono succeduti, una nuova direttiva sulla tracciabilità e l'etichettatura degli Ogm e la creazione di una rete europea di laboratori che si occupano d'organismi geneticamente modificati. Ma si registrano ancora ritardi sul fronte dell'attuazione politica. Busquin ha spiegato che le istituzioni europee non intendono imporre una politica europea agli Stati membri: "Onestamente, ritengo che le precauzioni adottate dai singoli Paesi abbiano rallentato il nostro lavoro e siano state motivo di frustrazione per i ricercatori delle università e delle aziende". Una di tale precauzioni è costituita dalla moratoria de facto sui prodotti geneticamente modificati, in vigore dal 1999 in Europa, la quale ha dato origine a una crescente opposizione dell'opinione pubblica nei confronti degli Ogm. I ministri europei della Sanità hanno raggiunto un accordo politico nell'incontro del 2 giugno sulla proposta di direttiva che definisce parametri di qualità e sicurezza per la donazione, l'approvvigionamento, l'analisi, lo stoccaggio e la distribuzione di tessuti e cellule di origine umana. I ministri hanno respinto gli emendamenti alla proposta di direttiva avanzata in aprile dagli eurodeputati, nei quali si chiedeva di vietare la ricerca sulla clonazione umana a scopo riproduttivo e le attività di ricerca volte a creare embrioni umani esclusivamente a fini scientifici o per la fornitura di cellule staminali. Per consultare la proposta di direttiva, visitare il sito: hptt://europa.eu.int/eur-lex/it/com/pdf/2002 cellule staminali embrionali dovrebbero confrontarsi con medici e scienziati e ponderare attentamente le conseguenze di un divieto, ha affermato Arne Sunde, neopresidente della Società europea di riproduzione umana ed embriologia (Eshre). Il dibattito sull'impiego di cellule staminali embrionali a scopo di ricerca ha subito recentemente diverse traversie. In aprile, gli eurodeputati hanno apportato alcuni emendamenti a una proposta sulla definizione di norme di qualità e sicurezza per la donazione, l'approvvigionamento, l'analisi, la lavorazione, lo stoccaggio e la distribuzione di tessuti e cellule d'origine umana, al fine di vietare la ricerca volta a creare embrioni umani esclusivamente a scopo di sperimentazione e la fornitura di cellule staminali. A giugno, i ministri della salute dell'Ue hanno respinto tali emendamenti, dichiarando che le disposizioni adottate a livello comunitario non impedirebbero agli Stati membri di mantenere o rendere più severe le proprie misure di protezione. Secondo il prof. Sunde, gli esperti temono che gli eurodeputati cercheranno d'apportare ulteriori emendamenti alla proposta di direttiva durante la seconda lettura che si terrà entro breve al Parlamento. Il prof. Sunde ha osservato che tali emendamenti pregiudicherebbero gravemente la capacità di progredire nella comprensione della fertilità umana e di sviluppare nuovi trattamenti per gravi malattie come il morbo di Parkinson e di Alzheimer. Il Parlamento europeo ha approvato due progetti di regolamento sugli organismi geneticamente modificati (Ogm), aprendo così la strada alle nuove autorizzazioni per i prodotti transgenici nell'Ue. I due progetti di risoluzione legislativa, l'uno relativo agli alimenti e i mangimi geneticamente modificati e l'altro riguardante la tracciabilità e l'etichettatura degli Ogm, sono stati approvati dagli eurodeputati in seconda lettura durante la sessione plenaria del 2 luglio a Strasburgo. L'obiettivo delle proposte è definire delle linee guida chiare per la regolamentazione delle procedure di autorizzazione e i requisiti in materia di etichettatura e tracciabilità lungo l'intero ciclo di produzione di tutti i prodotti contenenti Ogm. La Commissione europea ha varato una griglia di condizioni per regolamentare il finanziamento della ricerca comunitaria sulle cellule staminali: . vietare la clonazione umana; . possibilità di utilizzare esclusivamente embrioni sovrannumerari creati prima del 27 giugno 2002, data dell'adozione del VI Programma quadro di ricerca; . ogni progetto di ricerca finanziabile sia sottoposto all'esame di comitati etici, anche in quei paesi in cui ciò non è obbligatorio; . gli embrioni sovrannumerari devono essere utilizzato solo con il consenso dei donatori, che non possono ricavarne vantaggi economici. Si intende inoltre creare un registro europeo delle staminali per ottimizzarne l'utilizzo, limitando in futuro la necessità di ottenerne da embrioni sovrannumerari. L'Esecutivo Ue ha citato l'Italia in Corte di Giustizia per il mancato recepimento della direttiva 98/44 sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche. Altri 7 stati non hanno rispettato il termine per il recepimento (30 luglio 2000): Germania, Austria, Belgio, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Svezia. Secondo una nota della Commissione Ue questo ha creato barriere commerciali e ostacolato il mercato interno. I membri della commissione per gli Affari economici del Senato francese hanno adottato all'unanimità una relazione, che illustra nel dettaglio i provvedimenti necessari per la definizione di un quadro normativo e di ricerca fattibile per lo sviluppo degli organismi geneticamente modificati (Ogm). La relazione fa notare che nel corso degli ultimi anni la ricerca biotecnologica si è ridotta notevolmente in Francia, nonostante il paese disponga di una considerevole base scientifica in questo settore. Per invertire tale tendenza, occorre garantire un maggior riconoscimento e una migliore protezione alla ricerca in materia di Ogm condotta in base al principio di precauzione. |
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